Glifi
Un variegato pannello contiene la panoramica di alcune immagini presenti nella pubblicazione Glifi, una ricerca mitoarcheologica in Basilicata, nella quale l’autrice, in qualità di linguista e di mitoarcheologa, si dedica allo studio dei misteriosi simboli incisi i sulle pietre ciclopiche di Croccia, nel Parco di Gallipoli Cognato, in Basilicata, e alla loro inedita decodificazioneI Glifi studiati dall’Autrice in Basilicata, si rivelano eccezionalmente evocativi, nel loro essere segni testimoniali d’un mondo lontano nel tempo, altrimenti destinato all’ignoramento o all’oblio, per quel poco finora conosciuto. Se, al contrario, vengono individuati, analizzati e compresi, essi si fanno trasportatori di significati unici, che, grazie al lavoro di “traduzione” mitoarcheologica, nel disvelarsi, aprono le porte di una conoscenza ramificata inestimabile
Docu-film: Uno speciale archeo trekking in Basilicata
GLIFI, Testi critici, commenti e riflessioni dei lettori e delle lettrici
Il Blog di Teri Volini: The mysterious signs in the Gallipoli Cognato forest, review by N. Lisco
I misteriosi segni nella foresta Gallipoli Cognato, Talenti Lucani - Passaggio a Sud
GLIFI, Testi critici, commenti e riflessioni dei lettori e delle lettrici
Il Blog di Teri Volini: The mysterious signs in the Gallipoli Cognato forest, review by N. Lisco
I misteriosi segni nella foresta Gallipoli Cognato, Talenti Lucani - Passaggio a Sud
GLIFI, una ricerca mito-archeologica in Basilicata - pagg.160
Copertina fronte / retro della ricerca, pubblicata nel 2022, presentata in primis a Potenza, Presso il Polo della Cultura, durante le Giornate Europee del Patrimonio 2022, GEP, Ministero della Cultura, in stretta coincidenza con l’intento del MiC, “Patrimonio culturale sostenibile, un’eredità per il futuro”
Richiedibile al Centro culturale o all’Autrice - 3392414133
Il saggio, riccamente illustrato, con foto e disegni dell’Autrice, si presenta come “ricerca differenziata” di antica data, relativa all’attenta osservazione da parte della prof.ssa Volini, in qualità di linguista e di mitoarcheologa, dei misteriosi Glifi presenti sulle pietre ciclopiche di Croccia, nel Parco di Gallipoli Cognato, in Basilicata. Lo stato attuale delle antiche pietre dell’Acropolis non è ottimale, il loro degrado accentuandosi con il passare del tempo, le intemperie e l’incuria: i preziosi Simboli risultano sempre più nascosti, semicoperti dai muschi e dalla ruggine, rischiando la progressiva scomparsa. Lo studio delle misconosciute quanto inestimabili incisioni e il richiamo implicito alle loro peculiarità a largo raggio, intende attrarre la giusta attenzione verso il luogo, la cura che merita e le azioni da intraprendere per l’adeguata conoscenza di ciò che ne farebbe un sito archeologico di spicco, tramite pubblicazioni dedicate, dépliant illustrativi, presentazioni attinenti, conferenze, mostre fotografiche, installazioni multimediali interattive, visite guidate, coinvolgimento istituzionale, scolastico e mediale.
Copertina fronte / retro della ricerca, pubblicata nel 2022, presentata in primis a Potenza, Presso il Polo della Cultura, durante le Giornate Europee del Patrimonio 2022, GEP, Ministero della Cultura, in stretta coincidenza con l’intento del MiC, “Patrimonio culturale sostenibile, un’eredità per il futuro”
Richiedibile al Centro culturale o all’Autrice - 3392414133
Il saggio, riccamente illustrato, con foto e disegni dell’Autrice, si presenta come “ricerca differenziata” di antica data, relativa all’attenta osservazione da parte della prof.ssa Volini, in qualità di linguista e di mitoarcheologa, dei misteriosi Glifi presenti sulle pietre ciclopiche di Croccia, nel Parco di Gallipoli Cognato, in Basilicata. Lo stato attuale delle antiche pietre dell’Acropolis non è ottimale, il loro degrado accentuandosi con il passare del tempo, le intemperie e l’incuria: i preziosi Simboli risultano sempre più nascosti, semicoperti dai muschi e dalla ruggine, rischiando la progressiva scomparsa. Lo studio delle misconosciute quanto inestimabili incisioni e il richiamo implicito alle loro peculiarità a largo raggio, intende attrarre la giusta attenzione verso il luogo, la cura che merita e le azioni da intraprendere per l’adeguata conoscenza di ciò che ne farebbe un sito archeologico di spicco, tramite pubblicazioni dedicate, dépliant illustrativi, presentazioni attinenti, conferenze, mostre fotografiche, installazioni multimediali interattive, visite guidate, coinvolgimento istituzionale, scolastico e mediale.
In questa stanza c’è anche un pannello esemplificativo delle opere dell’artista del 1°ciclo, LA MONTAGNA STREGATA di cui qui alcune o immagini
Cesare Vivaldi - Carte di memorie
Teri Volini non ha guardato alle sue amate montagne con l’occhio della realtà o del verosimile, ma con gli occhi del ricordo, del sogno e della nostalgia, sovrapponendo al paesaggio qual è, ciò che esso evocava ai suoi stupefatti sguardi di bambina e di adolescente, popolando quindi queste sue carte di memorie e di fantasmi: oggetti, animali, volti, fiori, rivissuti con colori caldi e insieme impalpabili, aggallanti su una fitta trama di segni neri come dai listelli di piombo di una vetrata accesa di luce, o districantisi da essi come da una ragnatela. Una ragnatela, appunto, intesa a catturare il passato e a imbrigliare la fantasia; a far si che colori e forme stiano, nonostante lo stravolgimento sentimentale, ben fermi e saldi, arroccati al limite dell’informale ma senza cadervi…
Cesare Vivaldi, poeta, storico e critico d'arte, Roma
Cecilia Coppola - La Montagna Stregata
"La Montagna Stregata" mi venne incontro in tutta la sua bellezza di luci, di colori, di cromatismi, di significati. Un momento di magia, un'evoca-zione fiabesca in un'atmosfera che invitava al sogno. Mi tingevo dei suoi colori e provavo a viaggiare con gli occhi immersi nelle tonalità dei dipinti. Ardevano di fuoco i crepuscoli, i colori secchi dell'autunno incidevano le tele e pareva udire il vento fra il fogliame rompere il silenzio innamorato dei boschi. Anche il canto degli uccelli si era fermato nelle tele in un orchestrale impatto di parole e l'azzurro del cielo si attorcigliava alle sue creature d'aria, quasi un manto dove distendere la stanchezza di viaggi lontani.
Sembrava che, al sole e all'ombra, Teri avesse tessuto con i suoi colori gridi di luce, le vesti della terra, risalendo dalla danza delle foglie, dall'intrico di foreste al pulsare celeste del cielo.
La freschezza della sua pittura s'inerpicava lungo i pendii, ne balzava a pennellate sicure, nervose, ora sinuose e serpentine, un'esplosione di movimento che creava atmosfera e generava un impulso scintillante d'energia cromatica
Su tutto sovrastava la montagna, in un delirio di colori che ne rendevano viva la voce e la stessa anima rupestre. E la montagna diventava corrente di colori che scendevano nell'anima dello spettatore e lo conducevano a ricordi d'infanzia o a sentieri di pensieri dove si concentra l'aroma della natura, in tutto il suo sorriso di fiori, di erbe, di luna, di sole, di nuvole, di vento, di palpito di vita.
DOSSIER DEI TESTI CRITICI ED ESTIMATIVI
CICLI delle OPERE PITTORICHE di TERI VOLINI - EBOOK IPERTESTUALE ILLUSTRATO
Artista sensibile fino ad un'ampia, sofferente dinamica di contenuti e colori, abile e decisa nel ricercare e adoperare conseguentemente una nuova ed interessante tecnica - che viene chiamata poi a dar corpo, a formare interpretazioni ai riposti moti dell'animo - la signora Teri Volini è une rivelazione, un'ariosa e delicata esperienza di pittura sempre più matura, che nulla rifiuta delle grandi scuole del Novecento, ma si appoggia alla propria terra per una sua originale descrizione della realtà. Nè poi le parole sempre descrivono la squisita interpretazione e sensazione dell'occhio...
La sua venuta qui, le sue indimenticabili opere dipinte con ardore di vento
tenui e cangianti nel colore, un momento bello e gentile.
Quasi irripetibile.
Egone Ratzemberger Egone Ratzemberger - Console Generale d'Italia – Zurigo
Ambasciatore d'Italia in Columbia
Un universo di forme, di colori e di ritmi
Dalla mia campagna in Borgogna tutta sfumata di grigio in questo giorno di nebbia, bellissimi ricordi, mi tornano alla mente: gli amici incontrati, una récital l’appassionato con un pubblico eccellente e soprattutto l'apoteosi della serata, la scoperta del vostro talento così personale, così originale e così femminile.
Un universo di forme, di colori e di ritmi che si impone fin dal primo sguardo, rendendovi suo meravigliato prigioniero. È in tutta certezza un'assicurazione per l'avvenire. Io ne ho ancora pieni gli occhi, ed mio vivo desiderio far partecipi di questo mio entusiasmo i miei amici francesi…Sono stato sedotto, stregato dalla vostra pittura. Grazie per il vostro entusiasmo così comunicativo e per la gioia che donate. Vi auguro di proseguire con la stessa semplice eleganza
Yves Tarlet - membro e conferenziere dell'Alliance Française, attore, direttore degli Stages nazionali di arte drammatica e di animazione culturale a Parigi
La montagna a cresta di gallo
La montagna a cresta di gallo è per la pittrice un luogo esistenziale della memoria e come tale viene indagata in una sequenza di appigli tra "realtà, memoria e sogno", dove giocano non tanto gli elementi del paesaggio puro e semplice quanto gli aspetti della personale esperienza di chi, originaria di quel luoghi, li ha evocati con una profondità di accenti che fanno della nostra un "unicum" del suo genere.
La pittura di Teri Volini risulta, nel suo ritmo compositivo, delicata quanto forte per il respiro della memoria interiore e la tenacia della figurazione significante.
La verità del sentimento conferisce alla invenzione fantastica un pathos da "tempo perduto" che è di ogni esistenza umana nei confronti della propria origine. La montagna lucana di Teri Volini è "stregata", ha cioè una forza di attrazione misteriosa che tiene l'anima sospesa in uno stato di tensione che costituisce il filo preciso dell'ispirazione.
Bernardo Panella, giornalista poeta critico
Teri Volini non ha guardato alle sue amate montagne con l’occhio della realtà o del verosimile, ma con gli occhi del ricordo, del sogno e della nostalgia, sovrapponendo al paesaggio qual è, ciò che esso evocava ai suoi stupefatti sguardi di bambina e di adolescente, popolando quindi queste sue carte di memorie e di fantasmi: oggetti, animali, volti, fiori, rivissuti con colori caldi e insieme impalpabili, aggallanti su una fitta trama di segni neri come dai listelli di piombo di una vetrata accesa di luce, o districantisi da essi come da una ragnatela. Una ragnatela, appunto, intesa a catturare il passato e a imbrigliare la fantasia; a far si che colori e forme stiano, nonostante lo stravolgimento sentimentale, ben fermi e saldi, arroccati al limite dell’informale ma senza cadervi…
Cesare Vivaldi, poeta, storico e critico d'arte, Roma
Cecilia Coppola - La Montagna Stregata
"La Montagna Stregata" mi venne incontro in tutta la sua bellezza di luci, di colori, di cromatismi, di significati. Un momento di magia, un'evoca-zione fiabesca in un'atmosfera che invitava al sogno. Mi tingevo dei suoi colori e provavo a viaggiare con gli occhi immersi nelle tonalità dei dipinti. Ardevano di fuoco i crepuscoli, i colori secchi dell'autunno incidevano le tele e pareva udire il vento fra il fogliame rompere il silenzio innamorato dei boschi. Anche il canto degli uccelli si era fermato nelle tele in un orchestrale impatto di parole e l'azzurro del cielo si attorcigliava alle sue creature d'aria, quasi un manto dove distendere la stanchezza di viaggi lontani.
Sembrava che, al sole e all'ombra, Teri avesse tessuto con i suoi colori gridi di luce, le vesti della terra, risalendo dalla danza delle foglie, dall'intrico di foreste al pulsare celeste del cielo.
La freschezza della sua pittura s'inerpicava lungo i pendii, ne balzava a pennellate sicure, nervose, ora sinuose e serpentine, un'esplosione di movimento che creava atmosfera e generava un impulso scintillante d'energia cromatica
Su tutto sovrastava la montagna, in un delirio di colori che ne rendevano viva la voce e la stessa anima rupestre. E la montagna diventava corrente di colori che scendevano nell'anima dello spettatore e lo conducevano a ricordi d'infanzia o a sentieri di pensieri dove si concentra l'aroma della natura, in tutto il suo sorriso di fiori, di erbe, di luna, di sole, di nuvole, di vento, di palpito di vita.
DOSSIER DEI TESTI CRITICI ED ESTIMATIVI
CICLI delle OPERE PITTORICHE di TERI VOLINI - EBOOK IPERTESTUALE ILLUSTRATO
Artista sensibile fino ad un'ampia, sofferente dinamica di contenuti e colori, abile e decisa nel ricercare e adoperare conseguentemente una nuova ed interessante tecnica - che viene chiamata poi a dar corpo, a formare interpretazioni ai riposti moti dell'animo - la signora Teri Volini è une rivelazione, un'ariosa e delicata esperienza di pittura sempre più matura, che nulla rifiuta delle grandi scuole del Novecento, ma si appoggia alla propria terra per una sua originale descrizione della realtà. Nè poi le parole sempre descrivono la squisita interpretazione e sensazione dell'occhio...
La sua venuta qui, le sue indimenticabili opere dipinte con ardore di vento
tenui e cangianti nel colore, un momento bello e gentile.
Quasi irripetibile.
Egone Ratzemberger Egone Ratzemberger - Console Generale d'Italia – Zurigo
Ambasciatore d'Italia in Columbia
Un universo di forme, di colori e di ritmi
Dalla mia campagna in Borgogna tutta sfumata di grigio in questo giorno di nebbia, bellissimi ricordi, mi tornano alla mente: gli amici incontrati, una récital l’appassionato con un pubblico eccellente e soprattutto l'apoteosi della serata, la scoperta del vostro talento così personale, così originale e così femminile.
Un universo di forme, di colori e di ritmi che si impone fin dal primo sguardo, rendendovi suo meravigliato prigioniero. È in tutta certezza un'assicurazione per l'avvenire. Io ne ho ancora pieni gli occhi, ed mio vivo desiderio far partecipi di questo mio entusiasmo i miei amici francesi…Sono stato sedotto, stregato dalla vostra pittura. Grazie per il vostro entusiasmo così comunicativo e per la gioia che donate. Vi auguro di proseguire con la stessa semplice eleganza
Yves Tarlet - membro e conferenziere dell'Alliance Française, attore, direttore degli Stages nazionali di arte drammatica e di animazione culturale a Parigi
La montagna a cresta di gallo
La montagna a cresta di gallo è per la pittrice un luogo esistenziale della memoria e come tale viene indagata in una sequenza di appigli tra "realtà, memoria e sogno", dove giocano non tanto gli elementi del paesaggio puro e semplice quanto gli aspetti della personale esperienza di chi, originaria di quel luoghi, li ha evocati con una profondità di accenti che fanno della nostra un "unicum" del suo genere.
La pittura di Teri Volini risulta, nel suo ritmo compositivo, delicata quanto forte per il respiro della memoria interiore e la tenacia della figurazione significante.
La verità del sentimento conferisce alla invenzione fantastica un pathos da "tempo perduto" che è di ogni esistenza umana nei confronti della propria origine. La montagna lucana di Teri Volini è "stregata", ha cioè una forza di attrazione misteriosa che tiene l'anima sospesa in uno stato di tensione che costituisce il filo preciso dell'ispirazione.
Bernardo Panella, giornalista poeta critico